12/10/2026
La crisi dell’istruzione in Venezuela è tutt’oggi un problema che mette in difficoltà numerose famiglie che vivono in zone rurali del paese, ma anche chi, nel giugno del 2026, è stato colpito dai due forti terremoti che hanno devastato il paese, aggravando la grave crisi umanitaria già esistente.
L’Ong Fundaredes ha segnalato forti criticità nel sistema scolastico locale, caratterizzato da malnutrizione degli studenti, degrado delle infrastrutture scolastiche, carenza di insegnanti e degrado nella salute mentale di bambini e adolescenti.
Quello dell’istruzione è uno dei settori che hanno più risentito della crisi economica che ha colpito il paese nello scorso decennio. L’iperinflazione, che ha raggiunto il 270% nel 2025, ha portato ad un aumento esponenziale dei prezzi e dunque ad una diminuzione del valore degli stipendi, causando nel corso degli anni un’emigrazione di massa di persone, tra cui insegnanti tra il 2016 e il 2025, e un peggioramento delle condizioni di vita di coloro che restano. Già nel 2018 un insegnante non guadagnava più di 2 milioni di bolivar al mese, corrispondenti a 9 dollari USA al tasso di cambio libero, ma doveva affrontare spese di gran lunga maggiori. Il costo dei trasporti pubblici, ad esempio, poteva da solo costituire una spesa insostenibile, anche a causa della carenza di contanti.
Oggi, fino al 30% dei bambini in età scolare non frequenta regolarmente la scuola e il 13% è al di fuori del sistema scolastico. A rendere difficile l’accesso all’istruzione, però, non è solo la carenza di insegnanti o la situazione di estrema povertà del paese. Spesso le scuole sono distanti dalle comunità rurali, e per raggiungerle gli studenti devono percorrere a piedi chilometri di strada, mentre una parte dei bambini non può essere iscritta a scuola per ragioni burocratiche: spesso soprattutto nelle comunità indigene, le persone non hanno documenti d’identità e non possono dunque accedere ai servizi pubblici. Questa situazione è causata dalla grande distanza dai centri urbani, spesso difficilmente raggiungibili, e dall’alto costo delle pratiche.
La situazione scolastica si è aggravata nell’estate del 2026 a causa dei due devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela nel mese di giugno, rendendo difficoltoso il rientro a scuola per migliaia di ragazzi che hanno perso per colpa del sisma le proprie abitazioni.
Secondo l’organizzazione umanitaria Plan International, a tre mesi dai terremoti che hanno colpito il nord del paese oltre 11.000 tra abitazioni ed edifici scolastici sono stati classificati ad alto rischio, inoltre, molte scuole venivano utilizzate come centri di accoglienza temporanei per le famiglie sfollate. Il ritorno in classe ha simboleggiato perciò non solo un momento di ritorno alla normalità ma anche un momento particolarmente difficile per famiglie che vivono in sistemazioni abitative temporanee e specialmente per bambini e ragazzi che hanno perso i propri compagni e insegnanti.
Molteplici Ong come Plan International stanno lavorando per garantire spazi di apprendimento, luoghi per l’infanzia sicuri nelle zone in cui le scuole sono state danneggiate e sostegno psicosociale a bambini e caregiver con l’obiettivo di evitare l’abbandono all’istruzione.
Ricerche e Redazione
Anna C e Anna R