02/10/2026
Tra il 2020 e il 2022 l’Etiopia cfu devastata da una guerra civile tra il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (TPLF) e il governo. Il conflitto si concluse con l’Accordo di Pretoria, proposto dall’Unione Africana, che però non fu mai pienamente rispettato da nessuna delle due parti.
Nell’ultima settimana di settembre gli scontri sono aumentati di intensità. Lunedì 23, il Fronte ha preso il controllo di tre aeroporti tra cui quello di Mekalle, città tigrina da cui sono state fatte evacuare più di 160 persone. Mercoledì, invece, l’esercito ha preso il controllo di molte città tra cui Alamata.
Il conflitto si è esteso anche geograficamente alle due regioni confinanti con il Tigrè. Da una parte, ci sono stati combattimenti nella regione di Amara, dove il TPLF deve passare per arrivare alla capitale, Addis Abeba. Infatti, il gruppo armato ha stretto un’alleanza con altre sei milizie con lo scopo di rovesciare il governo. Dall’altra parte, in Afar il Fronte mira a prendere il controllo dei rifornimenti provenienti dal Gibuti.
Nel mentre la popolazione del Tigrè ne sta risentendo, le reti internet e telefoniche sono interrotte, i beni di prima necessità scarseggiano e varie infrastrutture civili sono state colpite. La comunità internazionale teme un peggioramento della crisi umanitaria e l’Unione Europea ha deciso di stanziare 61 milioni di euro in aiuti umanitari per l’Etiopia.
Contribuiscono al clima di tensione anche altri stati come l’Egitto, Sudan ed Eritrea, accusati di supportare il TPLF. Il Sudan accusa a sua volta il governo Etiope di supportare le Rapid Support Forces nella guerra civile. Mentre i rapporti con l’Egitto sono messi anch’essi in difficoltà dalla Grande diga della rinascita etiope, che minaccia l’approvvigionamento idrico egiziano. Infine, anche le relazioni con l’Eritrea sono conflittuali da anni in quanto il governo di Addis Abeba continua ad avanzare la richiesta di uno sbocco sul mare (che all’Etiopia manca dalla sua indipendenza dell’Eritrea nel 1993) e l’Etiopia ha deciso di chiudere la propria ambasciata ad Asmara.
Ricerche e redazione
Ginevra e Irene V.