Haiti sta attraversando una delle crisi più gravi della sua storia recente, quasi interamente nel silenzio dei media internazionali.
Da luglio 2021 in seguito all’assassinio del presidente Jovenel Moïse la capitale, Port-au-Prince, è ormai ostaggio di bande criminali armate che hanno gettato il paese nel caos più totale.
I dati recenti sono drammatici: solo negli ultimi tre mesi si contano circa 1.600 persone uccise e oltre un milione e mezzo di sfollati costretti ad abbandonare tutto per salvarsi.
La violenza quotidiana ha bloccato gli ospedali e i rifornimenti di cibo, spingendo migliaia di famiglie a tentare fughe disperate.
Secondo le differenti fonti, la fuga è principalmente in tre direzioni: verso le aree rurali o costiere più sicure all’interno del paese, oltre il confine nella limitrofa Repubblica Dominicana, o intraprendendo lunghi e pericolosi viaggi verso il Messico e gli Stati Uniti.
Ad Haiti si sta consumando una delle frequenti catastrofi umanitarie lontane dell’interesse generale, dove il futuro stesso di un intero popolo è in pericoloso.
Ricerche e redazione
Francesco, Francesca, Elena, Giacomo, Letizia, Alexandra, Alessandro