L’Albania è scossa dalla “Rivoluzione dei Fenicotteri Rosa” (Revolucioni i Flamingove). Quella che era nata come una mobilitazione locale a difesa dell’ambiente si è trasformata in un’ondata di proteste quotidiane di massa che chiede le dimissioni del Primo Ministro Edi Rama.
Al centro della rivolta c’è un colossale progetto da 5 miliardi di dollari per la realizzazione di resort turistici di extra-lusso, promosso dalla Atlantic Incubation Partners — società legata ad Affinity Partners, il fondo di Jared Kushner (genero di Donald Trump) — in piena sinergia con il governo in carica.
La scintilla è scoccata con l’ingresso dei bulldozer nell’area protetta della laguna di Vjosa-Narta e sull’isola di Sazan, uno degli ultimi ecosistemi incontaminati del Mediterraneo. Questa zona umida ospita i fenicotteri rosa (simbolo della protesta), le tartarughe marine e la rarissima foca monaca, specie ora minacciate dal cemento.
Mentre Ivanka Trump descrive l’investimento come una “destinazione da sogno”, l’opinione pubblica accusa l’esecutivo di voler cancellare le comunità storiche di pescatori e pastori della laguna per svendere i beni pubblici ai privati, modificando ad hoc le leggi ambientali per consentire edificazioni altrimenti illegali.
Il caso è diventato anche giudiziario: la SPAK (l’antimafia albanese) ha avviato un’indagine formale sulle concessioni e su documenti di proprietà che si sospettano contraffatti da un intermediario ricercato per riciclaggio.
“L’Albania non è in vendita” è diventato lo slogan più urlato sotto le finestre dell’ufficio del Primo Ministro a Tirana.
Ricerche e redazione
Vittoria, Margherita, Viola, Maria, Lavinia, Maria Vittoria, Maria Ginevra, Valentina