Al momento stai visualizzando Italia: un nuovo centro per migranti in Libia?

Italia: un nuovo centro per migranti in Libia?

2
(1)

23/01/2026

Secondo le informazioni raccolte dal giornalista tedesco Matthias Monroy del quotidiano “Neues Deutschland”, su iniziativa dell’Italia l’Unione Europea finanzierà un nuovo “Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC/RCC)”  a Bengasi, in Libia. Il finanziamento iniziale sarà di 3 milioni di euro, provenienti dal Fondo Europeo per la Pace, destinato alla sicurezza e a spese militari.

Questa sarebbe di fatto la replica del MRCC, già presente a Tripoli, nella Libia occidentale, dove risiede il governo riconosciuto  internazionalmente. L’accordo con Tripoli risale al 2017 quando l’UE trovò una scappatoia alla sentenza dell Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu), che stabiliva l’illegalità di riportare in Libia chiunque sia stato salvato a bordo di imbarcazioni nel Mediterraneo nel tentativo di giungere in Europa. Quindi, nonostante sia definito “centro di soccorso” si tratta di un centro di coordinamento per la cosiddetta Guardia Costiera libica (di fatto un insieme di milizie che l’ONU ha accusato di collaborare con il traffico di persone) affinché trovi le imbarcazioni da intercettare e riportare in Libia. Questo meccanismo, detto di “pullback”, è sostenuto non solo economicamente dall’UE e dall’Italia, ma anche dal punto di vista tecnico: le milizie sono addestrate dall’Italia e le ricognizione aree sono svolte dall’agenzia europea Frontex.

Ad aggravare la situazione nella  Libia orientale, comandata dal generale Khalifa Haftar, non riconosciuto a livello internazionale, è la presenza di di organizzazioni militari accusate di crimini di guerra, torture e violenze contro i migranti. Tra queste c’è la brigata Tareq Ben Zayed comandata dal figlio del generale, Saddam Haftar, che nell’ottobre 2025 aveva aperto il fuoco su un’imbarcazione che aveva salvato dei migranti nel Mediterraneo. Inoltre recentemente sono state scoperte proprio nella Libia orientale una fossa comune con migranti che erano scomparsi e un centro di detenzione sotterraneo con 221 tra uomini, donne e bambini, tra cui un neonato.

L’Italia dovrebbe sostenere la maggior parte delle spese per il nuovo MRCC a Bengasi, ma non ci sono conferme ufficiali del Governo se non alcune conferme indirette come il finanziamento di un Fondo per la riduzione dell’esposizione a situazioni di rischio nel territorio nazionale. Per questo il parlamentare Matteo Orfini ha rivolto un’interrogazione alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed ad altri ministri.

Ricerche e Redazione

Irene

Indice di affidabilità del post

Voto attribuito in base ai criteri di Teenformo

Voto medio 2 / 5. Conteggio voti: 1