Negli ultimi anni in diversi paesi del mondo si è potuto assistere allo scoppio di proteste giovanili, i cui membri, spesso studenti, appartenevano prevalentemente alla generazione Z.
Queste proteste, sebbene non fossero connesse tra di loro da movimenti o partiti, condividevano diversi aspetti: erano proteste antigovernative, denunciavano la corruzione e la disoccupazione giovanile, chiedevano maggiori investimenti in settori come l’istruzione o la sanità.
MAROCCO:
- 27 SETTEMBRE – META OTTOBRE 2025
- Più di 2400 arresti tra i manifestanti
- I FATTI: Promosse dal comitato Gen Z 212, organizzatosi soprattutto attraverso Discord e Tiktok, le manifestazioni chiedevano maggiori investimenti nella sanità e nell’istruzione. I manifestanti hanno anche criticato gli ingenti fondi riservati dal governo per la costruzione e ampliamento di numerosi stadi in vista dei mondiali di calcio 2030. Durante le proteste si sono verificati numerosi scontri con la polizia, e centinaia di manifestanti sono stati arrestati. Malgrado le grandi mobilitazioni, però, le rischieste dei manifestanti non sono state accolte, e la situazione non sembra essere cambiata.
MADACASCAR:
- 18 SETTEMBRE – 17 OTTOBRE 2025
- 22 morti e oltre 100 feriti
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I FATTI: Le proteste antigovernative, iniziate nella capitale per lamentarsi dei numerosi blackout e della mancanza di acqua corrente, sono state organizzate dal collettivo Gen Z Madagascar e sono andate avanti per quasi un mese, nonostante le dimissioni del primo ministro e la repressione violenta delle manifestazioni. L’11 ottobre un contingente dell’esercito si è schierato dalla parte dei manifestanti, e dopo la fuga del presidente Rajoelina, ha preso il controllo dello stato. Quella che era iniziata come una protesta popolare, dunque, ha portato al potere una giunta militare le cui aspirazioni democratiche devono ancora essere verificate.
BANGLADESH:
- LUGLIO 2024-2026
- Oltre 1400 decessi nelle proteste
- I FATTI: Le proteste sono iniziate chiedendo l’abolizione di una quota di impieghi pubblici riservata ai familiari di veterani di guerra e poi si sono allargate, arrivando a criticare il governo autoritario di Sheikh Hasina, accusata della repressione violenta delle manifestazioni. Il 5 agosto 2024 Hasina si è dimessa ed è fuggita in India. Da quel momento Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace, ha guidato il governo ad interim. Le elezioni si sono svolte il 12 febbraio 2026 e hanno visto imporsi il Bangladesh Nationalist Party (Bnp), partito storico e rivale del partito di Hasina che ha preso 212 dei 299 seggi a disposizione, mentre è risultato sconfitto il partito islamista Jamaat-e-Islami, a cui si era alleato il nuovo partito studentesco formatosi dopo le rivolte del 2024, il National Citizen Party (NCP).
MONGOLIA:
- 14 MAGGIO-2 GIUGNO 2025
- Oltre 59.000 firme digitali hanno sostenuto le proteste che hanno portato alle dimissioni del governo
- I FATTI: Grandi manifestazioni contro la corruzione e il governo sono scoppiate dopo che sui social era circolata la notizia di un regalo particolarmente costoso che il figlio del primo ministro avrebbe fatto alla fidanzata. Queste proteste si sono rivelate interamente pacifiche, e hanno portato al voto di sfiducia del governo da parte del parlamento, e alle successive dimissioni del primo ministro stesso. Nei mesi successivi sono state varate riforme interne al partito di governo, e norme contro la corruzione.
INDONESIA:
- 25-31 AGOSTO 2025
- Oltre 450 civili feriti
- I FATTI: Le proteste sono iniziate a seguito della proposta di una nuova indennità per i deputati parlamentari, e si sono allargate dopo l’investimento di un moto-rider da parte di un veicolo delle forze dell’ordine. In seguito i manifestanti hanno protestato contro l’inflazione, la corruzione e, in generale, contro il governo sempre più autoritario del Presidente Prabowo Subianto. Inizialmente sembrava che il governo avesse rinunciato all’indennità, ma in ottobre Subianto ha di nuovo annunciato l’aumento. Amnesty International ha denunciato la repressione violenta delle proteste da parte delle forze di polizia, violando il diritto internazionale, e il Presidente per non aver indagato sulle azioni delle forze dell’ordine.
FILIPPINE:
- 15-21 SETTEMBRE 2025
- 89 minorenni arrestati nella giornata del 21
- I FATTI: Dopo che nei primi di settembre è scoppiato uno scandalo per corruzione, riguardante il monitoraggio delle inondazioni da parte del governo, sono esplose numerose proteste contro la corruzione e la ricchezza della classe dirigente, denunciata sui social dai giovani. La manifestazione più partecipata, che ha preso il nome di “Trillion Peso March”, si è svolta il 21 settembre, e nonostante sia stata prevalentemente pacifica non sono mancati scontri violenti con la polizia e più di duecento arresti. In seguito alla protesta il governo ha avviato, sotto il controllo della GenZ, una revisione dei contratti pubblici mentre a febbraio 2026 la vicepresidente Sara Duterte è stata denunciata per impeachment.
PERU’:
- 20 SETTEMBRE 2025-2026
- Circa 100 feriti, tra cui 80 poliziotti
- I FATTI. I giovani hanno manifestato contro la corruzione e lo scarso impegno dei governanti nel migliorare le condizioni del popolo, e nella notte tra il 9 e il 10 ottobre 2025 questo ha portato alla deposizione della presidente Dina Boluarte, accusata di corruzione e scarso impegno nell’eliminazione della criminalità organizzata e del narcotraffico. I manifestanti, però, hanno continuato a protestare contro il nuovo presidente José Jerí, chiedendo nuove elezioni e un rinnovamento della classe politica. Questa situazione è continuata per tutto il 2025, nonostante l’imposizione di un coprifuoco nella capitale. Durante le proteste ci sono stati numerosi scontri con la polizia, e almeno un manifestante è morto. Nuove elezioni sono previste per aprile 2026.
NEPAL:
- 8-12 SETTEMBRE 2025
- Oltre 2110 persone rimaste ferite negli scontri
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Grandi proteste antigovernative sono scoppiate a partire dalla decisione del governo di bloccare i social media, arrivata dopo che si erano diffusi online meme e critiche sulla vita opulenta delle famiglie della classe dirigente. Nel giro di pochi giorni si è potuto assistere a manifestazioni e proteste, con atti di violenza da entrambe le parti, che hanno causato le dimissioni del primo ministro. L’esercito, nel processo per la nomina di un primo ministro ad interim, ha riconosciuto come interlocutori i giovani organizzatori, che in seguito a una discussione su Discord hanno approvato la nuova prima ministra, Sushila Karki, che guiderà il paese alle elezioni anticipate del 2026.
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