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SUDAN

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DATI:

  • superficie: 1.886.000 km²
  • popolazione: 52.383.571
  • età media: 18,8 anni
  • aspettativa di vita: 66,9
  • mortalità infantile ogni 1000 nati: 36 decessi – 51 decessi sotto i 5 anni
  • vittime: più di 150.000
  • sfollati: almeno 15milioni- di cui interni 11,58milioni
  • persone che necessitano di aiuti umanitari: più di 30milioni
  • insicurezza alimentare: 26 milioni (5 carestie dichiarate)

CONTESTO STORICO:

  • 1889: codominio anglo-egiziano, Nord arabo-islamico, più sviluppato, e Sud a maggioranza cristiana e animista
  • 1956: il Sudan ottiene l’indipendenza e si alternano momenti di democrazia a regimi militari e colpi di stato
  • 2003: genocidio nella regione del Darfur contro le etnie africane sotto il regime di Omar al Bashir (islamista)
  • 2011: il Sud Sudan ottiene l’indipendenza con un referendum passato con il 98%
  • 2019: al Bashir viene deposto in seguito a delle proteste
  • 2021: i generali Abdel Fattah al-Burhan e Hemedti unisco le forze e prendono il potere con un colpo di stato
  • aprile 2023: inizio della guerra civile tra le RSF di Hemedti e le SAF di al-Burhan, scontri principalmente a Karthoum e in Darfur

PARTI COINVOLTE:

  • Sudanese Armed Forces (SAF): esercito regolare sudanese, guidato da Abdel Fattah al-Burhan
  • Rapid Support Forces (RSF): gruppo paramilitare, deriva dai Janjaweed, che compirono il genocidio nel 2003, guidato da Mohamed Hamdan Dagalo, dettto “Hemedti”
  • attori internazionali: a sostegno delle RSF (Emirati Arabi Uniti e la Russia) – a sostegno delle SAF (Egitto, Iran e Arabia Saudita)

LA SITUAZIONE OGGI:

Dopo la riconquista della capitale Karthoum da parte delle SAF e della conquista di Al Fashir, la città principale del Darfur, da parte delle RSF dopo più di un anno di assedio, gli scontri ora si concentrano del Kordofan meridionale. A pagare il prezzo più alto sono i civili, il conflitto dal 2023 ha già fatto almeno 150mila vittime e più di 15milioni di sfollati, rendendo il Sudan la più grave crisi di sfollamento al mondo. Inoltre nel febbraio 2026 sono state dichiarate altre due carestie Um Baru e Kernoi, nel Darfur, che si aggiungono alle due precedentemente dichiarate a Al Fashir e Kadugli, rispettivamente del Darfur e nel Kordofan, confermando il Sudan come lo stato con maggior numero di territori in carestia attiva al mondo. Soprattutto donne e ragazze continuano ad essere vittime di stupri e violenze da parte di entrambe le fazioni. In Darfur si rischia nuovamente il genocidio secondo Human Rights Watch, poiché le RSF sono state accusate di compiere pulizie etiche. In particolare nell’assedio e poi nella conquista di Al Fashir sono state compiute violenze e esecuzioni di massa, anche su base etnica, alcune stime arrivano a parlare di 60mila vittime. Non vengono risparmiati come obbiettivi né zone affollate da civili, come i mercati, né ospedali. Anche per questo l’80% delle strutture del sistema sanitario sono distrutte o inoperative.

FONTI CONTESTO STORICO:

FONTI SITUAZIONE OGGI:

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